Le finanze e la chiesa


Con offerte libere da parte dei suoi membri, di persone vicine alla comunità e simpatizzanti. Vale a dire attraverso la raccolta delle offerte durante i culti e le attività, le contribuzioni periodiche e, non ultime, le donazioni e le eredità.

La Chiesa valdese è chiamata a fare fronte in maniera autonoma alla retribuzione di pastori/e e diaconi/e, ai costi per il culto, al funzionamento di tutto il suo operato e alle spese ordinarie degli stabili di proprietà.

La Chiesa valdese è da sempre fautrice di una netta separazione fra Stato e Chiesa, senza commistione fra potere politico e vita religiosa. Questa posizione improntata alla laicità garantisce rapporti corretti all’interno della società ed evita ingerenze reciproche nell’operato di ciascuna parte. 

In questa visione non c’è posto per alcun finanziamento diretto da parte dello Stato.

L’Otto per Mille dell’Irpef, come stabilito dai criteri fissati dal Sinodo, non è utilizzato per finanziare attività religiose e spirituali, per la costruzione di nuovi locali di culto o per la retribuzione del servizio di pastori e diaconi. E’ invece utilizzato per sostenere progetti di natura assistenziale, sociale, umanitaria e culturale in Italia e all’estero, propri o presentati da altri organismi associativi e/o ecumenici.

Il gettito Otto per Mille non è da considerarsi un finanziamento statale, ma un’attribuzione liberale scelta dai cittadini italiani, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa.

La contribuzione è un ringraziamento responsabile a Dio per i suoi doni e rappresenta l’offerta volontaria, gioiosa e commisurata alle proprie possibilità, in favore della predicazione dell’Evangelo e delle attività della comunità. 

E’ una scelta personale che induce a rivalutare il concetto di libertà del dono e a fare un passo avanti verso la generosità e un passo indietro contro l’egoismo. 

E’ un impegno che i membri di chiesa si assumono con convinzione al momento della loro ammissione nella chiesa. 

Grazie alle contribuzioni, la nostra chiesa rimane autonoma e indipendente.

La contribuzione è libera, spontanea e la nostra chiesa non impone nulla al riguardo: la decisione è tua, in base alla tua coscienza e alle tue disponibilità. A titolo indicativo, pensa che con il 3% del tuo reddito netto la Chiesa valdese può mantenere in modo dignitoso pastori e pastore, diaconi e diacone, e il personale amministrativo, inviando nelle chiese locali gli strumenti necessari per svolgere in modo adeguato la propria missione. 

Ti raccomandiamo di versare la tua offerta periodicamente, in modo che la chiesa possa fare affidamento a un flusso regolare di denaro, per affrontare con serenità le spese quotidiane del suo operato. 

La contribuzione si può defiscalizzare: puoi richiedere al cassiere il certificato che registra le tue donazioni, da allegare alla dichiarazione dei redditi. 

Se sei membro di questa chiesa, puoi versare il dono mettendolo nella busta a te intestata e consegnarla all’anziano/a del tuo quartiere, oppure al culto o, ancora, puoi optare per un bonifico

Se sei un simpatizzante e frequenti le nostre attività, puoi effettuare un bonifico o consegnare una busta con la tua contribuzione e i tuoi dati di riferimento (oppure in forma anonima). 

La nostra chiesa è spesso coinvolta in piccole e grandi manutenzioni; puoi anche contribuire nello specifico donando per un progetto ben definito: per esempio la manutenzione dell’organo, il rifacimento del tetto di una scuoletta, ecc. 

Infine, la nostra chiesa riceve anche delle eredità: se ti facesse piacere avere maggiori informazioni in merito alla possibilità di devolvere una parte o tutti i tuoi beni puoi rivolgerti al pastore, alla diacona o ai cassieri.

Cerchiamo di amministrare le risorse con oculatezza e trasparenza. Il bilancio della nostra chiesa viene presentato dal Concistoro all’assemblea di chiesa, dove viene esaminato e approvato. Il bilancio è a disposizione di tutti i membri di chiesa ed è diffuso con la nostra circolare periodica. Ci avvaliamo inoltre di tre revisori dei conti, chiamati a verificare la correttezza delle scritture contabili e l’operato dei nostri cassieri. 

Questo modo di operare rispecchia la nostra fede, il nostro modo di vedere la chiesa e quanto previsto dai nostri regolamenti: infatti anche il bilancio della Tavola Valdese viene presentato al Sinodo, che lo valuta e lo approva.

Nel corso dei prossimi mesi, in sede di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, potrebbe riproporsi il problema sollevato, negli ultimi anni, da alcuni CAF che non accettano le ricevute firmate dai cassieri delle nostre chiese o dalle persone preposte alla firma, se non sono accompagnate da copie dei versamenti su C/C. Allo scopo di aiutarvi ad informare adeguatamente contribuenti e donatori e di supportarli in eventuali azioni di contestazione di tale prassi, si segnala quanto indicato a pagina 64 delle istruzioni per la compilazione del 730/23, che chiariscono in modo inconfutabile che: «Le erogazioni liberali effettuate nei confronti della Chiesa Evangelica Valdese, Unioni delle Chiese metodiste e valdesi, possono risultare anche dall’attestazione o certificazione rilasciata dalla Tavola Valdese, su appositi stampati da questa predisposti e numerati che devono contenere il numero progressivo dell’attestazione o certificazione, cognome, nome e comune di residenza del donante, l’importo dell’erogazione liberale e la relativa causale». Nelle stesse istruzioni (reperibili in formato PDF al seguente indirizzo: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/strumenti/modelli/modelli-in-bozza) viene, inoltre, richiamato quanto precisato nella circolare n. 7/E del 24 aprile 2018 dell’Agenzia delle entrate e nella risoluzione 19 giugno 2017, n. 72, che si riportano di seguito.

Testo della Circolare n. 7/E del 24/04/2018 dell’Agenzia delle entrate a pagina 182:
«Per le erogazioni liberali effettuate nei confronti della Chiesa Evangelica Valdese, Unioni delle Chiese metodiste e valdesi, il DM dell’11 dicembre 1993, emanato previo accordo con la Tavola Valdese, prevede che esse possono risultare, oltre che dall’attestazione o ricevuta di versamento in conto corrente postale e, in caso di bonifico bancario, dalla ricevuta rilasciata dall’azienda di credito, anche dall’attestazione o certificazione rilasciata dalla Tavola Valdese, su appositi stampati da questa predisposti e numerati. Detti stampati devono contenere il numero progressivo dell’attestazione o certificazione, cognome, nome e comune di residenza del donante, l’importo dell’erogazione liberale e la causale dell’erogazione liberale. L’attestazione o certificazione può essere rilasciata e sottoscritta, oltre che dal legale rappresentante della Tavola Valdese, anche da soggetti dalla stessa incaricati presso le Chiese facenti parte dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi (Circolare 23.04.2010 n. 21, risposta 4.1, e Risoluzione 27.06.2011 n. 69). Pertanto, la deduzione spetta anche se le erogazioni sono effettuate in contanti.»

Testo della risoluzione 19 giugno 2017, n. 72 dell’Agenzia delle entrate:
«Come precisato con la circolare n. 21/E del 2010, e confermato con la risoluzione n. 69/E del 2011, le ricevute rilasciate dai responsabili di Chiese e Enti valdesi che contengono i dati richiesti sono idonee a consentire la deduzione delle suddette erogazioni liberali anche se non sono accompagnate dalle ricevute di versamento su conto corrente postale o su conto bancario.»
Per tali ragioni, eventuali prese di posizione da parte dei CAF – che si rifiutino di accogliere le ricevute senza bonifico – sono da ritenersi assolutamente illegittime. Nel caso in cui, nonostante il riferimento ai predetti testi, i CAF rifiutino comunque di accettare le ricevute, bisogna far presente che si procederà, attraverso i nostri uffici nazionali, ad una denuncia presso il Ministero e presso l’Agenzia delle entrate; è necessario richiedere il nome del responsabile del procedimento e del CAF ed inviare i dati all’ufficio amministrativo di Roma che procederà alla segnalazione.