Festa annuale alla Casa delle Diaconesse

Quella di domenica 28 giugno è stata una mattinata di festa per la Casa delle Diaconesse. Al contrario degli anni scorsi, questa volta la festa è stata ospitata proprio nel giardino della Casa.
Nonostante il caldo proibitivo, più di 100 coraggiose persone si sono ritrovate per il culto all’ombra di alberi e gazebo, con una numerosa partecipazione anche da parte delle e degli ospiti.
Il tema della giornata era “Radici” e la predicazione, basata sul testo del profeta Geremia (cap. 17, vv. 5-8), ci ha ricordato quanto sia importante la fede in Dio per continuare a vivere e a portare frutti:
«…io benedico chi ha fiducia in me e cerca in me la sua sicurezza. Egli sarà come un albero che cresce vicino a un fiume e stende le sue radici fino all’acqua. Non dovrà temere quando viene il caldo, perché le sue foglie resteranno verdi. Neppure un anno di siccità gli farà danno…»
Dopo il culto ci siamo ritrovati davanti ai banchetti allestiti con fiori e apprezzatissime crostate; inoltre, non poteva mancare il gioco dei palloncini, grazie al quale sono stati vinti oltre quaranta premi di vario genere.
I ringraziamenti sono d’obbligo per tutti coloro che sono intervenuti: dal gruppo logistica che ha allestito il giardino, a chi ha messo a disposizione i premi, fino a Magali che ci ha allietato durante e dopo il culto con la musica della sua fisarmonica, senza dimenticare chiunque abbia dato il proprio aiuto.
Ma il grazie più grande va sicuramente a tutte e tutti i partecipanti, che hanno dimostrato come la Casa delle Diaconesse possa essere anche un luogo di incontro e di confronto tra generazioni diverse.
Non ci resta che dire “arrivederci al prossimo anno”, sperando in un inizio d’estate un po’ meno torrido.

Enzo Bianchi a Una Torre di libri

Sabato 20 giugno, anteprima di “Una Torre di libri” al tempio valdese di Torre Pellice, con Enzo Bianchi fondatore della Comunità di Bose, che oggi continua l’esperienza della fraternità monastica nella Casa della Madia ad Albiano d’Ivrea.
Fratello Enzo arriva con il suo bastone dei lunghi cammini, riceve il caloroso applauso nel tempio gremito e saluta dicendo: «Non sono qui come autore, scrittore, biblista, ma come uno che ha camminato con i Valdesi e la chiesa valdese. Sono qui soprattutto come amico vostro», e ricorda con affetto e riconoscenza i pastori Ayassot e Paolo Ricca. Poi, inizia il dialogo con Sabina Baral.
Dalle risposte alle domande tematiche, escono parole profonde, intense e semplici che si possono inanellare e ricomporre in una continuità carica di suggestioni; sulla fede: «viviamo una situazione di astenia delle fede, non è più centrale nella vita del cristiano, per questo la fede vacilla sovente; se non c’è la fede viene meno la speranza;» sulla testimonianza: «il cui bisogno negli anni Ottanta l’aveva resa muscolosa e arrogante, tanto da provocare reazioni di respingimento. È la testimonianza di Gesù quella a cui guardare, piena di delicatezza e di mitezza.»
E l’ascolto ritorna a proposito della preghiera: «Dio ci parla dal profondo, il problema è che i cristiani non sono abituati ad ascoltarlo. Bisogna abituarsi ad ascoltare la sua voce che è dentro di noi. Questa è la preghiera».
Mitezza e ascolto riappaiano a proposito della fraternità: «Non si nasce fratelli, ma si diventa; solo con la fraternità c’è la pace nel mondo (mitezza, accoglienza, ascolto reciproco)».
E poi un invito, un pensiero che Bianchi ci consegna: «La sofferenza è terribile perché è insensata, non è vero che Dio la voglia, che dobbiamo offrirla a Dio. Ma dobbiamo parlare anche soffrendo; l’unica cosa è togliere la sofferenza (fate tutti il testamento biologico: fine certa, non vogliamo nessuna cura, ma cure palliative)»

Dio non vuole la guerra – Chiesa valdese di Torre Pellice

Venerdì 27 marzo, alle 18, Piazza Libertà di Torre Pellice ha accolto circa una sessantina di persone giunte per ascoltare parole di pace.
Questo momento di ascolto reciproco è stato introdotto dalla lettura del comunicato redatto dalla no

stra Chiesa e poi condiviso e diffuso con le altre chiese del I° Distretto, che denuncia la convinzione ed il comportamento di chi pone Dio come giustificatore di guerra e protettore di chi la produce.
Sono poi seguiti gli interventi dell’associazione Donne ValPellice, dell’esercito della Salvezza, della comunità musulmana, dell’amministrazione comunale e della Chiesa cattolica.

È stato un momento di condivisione senza etichettatura religiosa o politica.
La comunità, inteso nel senso più ampio del termine come di persone che vivono vicine, ha avuto l’occasione di trovarsi, in un freddo pomeriggio di fine marzo, a cantare per la pace, insieme.
In chiusura, si è data lettura dell’art.11 della nostra Costituzione. E “forse, finché la si difende con forza com’è stato fatto, la risposta non è caduta nel vento (citando Dylan), ma è proprio qui”

Domenica della CEVAA, viaggio in Madagascar

L’11 gennaio tutte le nostre chiese hanno festeggiato la “Domenica della CEVAA”, in cui sostengono l’opera di testimonianza della CEVAA – Comunità di Chiese in Missione (www.cevaa.org), di cui la Chiesa valdese è membro.

Quest’anno il Gruppo Missioni – CEVAA ha scelto di “accendere i riflettori” sul Madagascar, e per aiutarci in questo abbiamo invitato a trascorrere con noi la giornata il diacono emerito  Dario Tron, e Luisa Cotta Morandini che ci ha raccontato dei progetti che porta avanti in Madagascar insieme al marito.

Accendiamo una candela in più

Accanto alle candele dell’Avvento accendiamo una candela in più, rossa, come gesto di fede, di memoria e di impegno, secondo l’iniziativa Red Candle (https://redcandle.org/).

Il rosso richiama il dolore e la sofferenza del popolo palestinese, ma anche la determinazione della nostra speranza: una speranza che sceglie la nonviolenza, che prega per una pace giusta e che non rinuncia a credere nella dignità e nella libertà di tutte le persone della Terra Santa.

Questa candela non sostituisce le luci dell’Avvento: le accompagna, le interroga, le completa. Accendendola, ricordiamo che l’attesa del Regno non è mai disincarnata, ma si misura sulle ferite del mondo.

La sua fiamma ci invita a pregare per chi vive sotto oppressione e per tutte le vittime della violenza, e ci chiama come comunità cristiana a essere costruttori e costruttrici di pace, intercessori, testimoni attivi di giustizia.

Che questa luce rossa accesa nel nostro culto diventi anche una luce accesa nel nostro cuore: un impegno a non distogliere lo sguardo, a non rimanere neutrali, e a seguire il Cristo che ci guida sulle vie della riconciliazione e della solidarietà.

Prodotti etici e solidali di Rosarno e del Saluzzese

Un ordine record per i prodotti etici e solidali di Rosarno e del Saluzzese del progetto Etika di Mediterranean Hope (MH).

Più di 150 ordini individuali, tanti volontari e volontarie della Chiesa valdese di Torre Pellice, CSD – Diaconia valdese e Agape Centro Ecumenico, per un totale di poco meno di 7 tonnellate di agrumi, mele, kiwi, marmellate, conserve, olio, vino, sidro, e tanto altro.

Abbiamo aderito convintamente già nel 2019, all’alba di questo progetto; dopo 6 anni, questi numeri, l’impegno e il supporto di tanti e tante e l’adesione della comunità allargata confermano, nonostante le fatiche e le cose che sempre si possono migliorare, che esso rimane uno strumento importante e riconosciuto per contribuire a promuovere il rispetto della terra e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, un giusto compenso, l’accesso a cibi di qualità a prezzi etici e trasparenti.

E tutto questo crediamo che abbia molto a che fare con la nostra fede.  Avanti così!

Campagna conta 2025/2026

La campagna per le contribuzioni delle Chiese valdesi del 1° Distretto prosegue.

Il disegno di quest’anno è parte di un video realizzato con VIBES e il fumettista Andrea Tridico (conosciuto nel nostro ambiente per la grafic novel “Il Sentiero” e la mostra “Una fede tante voci”) che circolerà nei prossimi giorni e che risponde ad alcune domande: dove va a finire la contribuzione?

A cosa serve? Cosa finanzia? Inoltre quest’anno vorremmo mettere l’accento su un elemento importante: la contribuzione è anche un patto di solidarietà, la condivisione di un modello in cui le chiese si sostengono reciprocamente.

La campagna ha senso solo se viene condivisa e diffusa. Perciò abbiamo bisogno che anche tu sia veicolo di questi messaggi, condividendoli con i tuoi contatti, sui social, parlandone con le persone che conosci.

Aiutaci a raggiungere più persone possibile. Conta anche tu!

La Commissione Esecutiva del 1° Distretto

 

Fiaccolata del 25 novembre

Martedì 25 novembre si è svolta la fiaccolata solidale in occasione della giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, organizzata dal Comune di Torre Pellice in collaborazione con il Coordinamento Donne, il Gruppo Uomini in ascolto Val Pellice e la LaAV, con lo slogan: Insieme per dire no alla violenza sulle donne.

La manifestazione, patrocinata da tutti i comuni dell’unione Montana, ha visto una buona partecipazione di giovani, bambini/e, famiglie e di vari gruppi e associazioni del territorio.

Inoltre quest’anno grazie alla collaborazione con Famiglie in Cammino si sono coinvolte tutte le scuole presenti sul territorio ed il Consiglio Comunale dei Ragazzi/e.

Gli studenti e le studentesse delle scuole secondarie di primo grado degli istituti comprensivi di Torre Pellice e Luserna San Giovanni, del Liceo Valdese e del CPIA (centro provinciale per l’istruzione degli adulti) hanno partecipato con letture e riflessioni, i bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia e primarie di tali istituti, della scuola Mauriziana e del Nido comunale, affiancati da alcune insegnanti, hanno invece distribuito dei petali colorati, con pensieri correlati al significato della giornata, realizzati nei giorni precedenti a scuola.

Gli studenti e le studentesse e i ragazzi del Consiglio Comunale nei loro vari interventi hanno ribadito la necessità di un cambiamento culturale e dell’importanza dell‘educazione affettiva e sessuale.

La fiaccolata partita dalla piazza san Martino, ha attraversato tutto il paese ed è terminata sul piazzale del tempio dove dopo alcuni brevi interventi ed i canti del Coretto Valdese, si è avuto un momento di rumore con lo scuotimento delle chiavi per significare che non bisogna stare in silenzio di fronte alla violenza sulle donne.

Noi e l’ambiente

Gli atti del Sinodo 2025 sulla giustizia climatica

Art. 29
Il Sinodo invita le chiese e i circuiti a seguire con attenzione le iniziative del Consiglio Ecumenico delle Chiese relative al “Decennio per la giustizia climatica e l’azione (2025-2035)” appena iniziato.

Art. 35
Il Sinodo, sottolineando i dati forniti dalla comunità scientifica internazionale che hanno certificato il 2024 come primo anno che ha visto un aumento della temperatura media globale oltre la soglia limite definita nell’Accordo di Parigi del 2015 e dalle varie COP e che oramai i cambiamenti climatici e la diminuzione della biodiversità sono processi in atto e sotto gli occhi di tutti; sottolineando inoltre che è nostra responsabilità come credenti di prendere atto di una situazione che rischia di essere sempre più compromessa con il passare degli anni anche a causa di posizioni negazioniste e di atteggiamenti di autosufficienza; invita a riflettere sulle interrelazioni strette tra tutti gli esseri viventi e a superare posizioni marcatamente antropocentriche che contrappongono mondo naturale e culture umane. Aderisce pienamente al “Decennio per la giustizia climatica e l’azione” (2025-2035) proclamato dal Consiglio Ecumenico delle Chiese e invita le chiese locali a promuovere ulteriori momenti di informazione e formazione assieme allo sviluppo di buone pratiche di custodia del creato, in maggiore sinergia con le proposte della commissione GLAM della FCEI e a diventare parte attiva sul territorio per progetti collaborativi concreti a tutela della casa comune che ci ospita e del quadro di vita delle generazioni presenti e future.

Il ‘Decennio per la giustizia climatica e l’azione’ avviato dal Consiglio Ecumenico delle Chiese è anche il nostro decennio: un tempo favorevole per riconoscere le responsabilità che ci legano al creato e alle generazioni che verranno.

Il Sinodo ci invita a non restare spettatori passivi di fronte a un mondo che cambia sotto i nostri occhi.

L’ aumento delle temperature globali, la perdita di biodiversità e le ingiustizie che ne derivano sono segni che interpellano la coscienza di ogni credente.

Come chiesa locale abbiamo l’opportunità di trasformare la preoccupazione in azione: aprendo momenti di riflessione comunitaria, promuovendo la formazione, sostenendo buone pratiche quotidiane e collaborando con altre realtà del territorio per progetti comuni di custodia del creato.

È così che la fede diventa impegno concreto, e l’impegno si trasforma in segno visibile dell’Evangelo.

Se vuoi fare qualcosa di concreto e aiutare la tua chiesa a fare altrettanto, contatta il pastore o il Concistoro!

Puliamo il mondo a Torre Pellice

Una sessantina di partecipanti, fra adulti e bambini, si sono occupati della cura e della pulizia del proprio paese.

Anche quest’anno, in collaborazione con Legambiente Val Pellice, si è svolta con entusiasmo la manifestazione “Puliamo il Mondo”, tenutasi sabato 25 ottobre.

Il punto di ritrovo è stato la Casa Unionista, da cui i partecipanti sono partiti per dedicarsi alla pulizia del centro abitato di Torre Pellice, raccogliendo cartacce, bottiglie e rifiuti abbandonati lungo le strade e nei parchi pubblici.

L’iniziativa ha coinvolto circa sessanta persone di tutte le età: bambini della scuola domenicale accompagnati dai genitori, giovani e adulti, oltre che persone esterne alla Chiesa valdese.

I volontari si sono organizzati in due gruppi di lavoro, dimostrando grande spirito di collaborazione e senso civico.

Sebbene si possa pensare che l’abbandono dei rifiuti non rappresenti un problema rilevante nei nostri paesi, la realtà è ben diversa.

In poco più di un’ora di attività, è stata raccolta una quantità sorprendente di rifiuti: dai piccoli residui plastici e mozziconi di sigaretta, alle bottiglie di vetro e persino rifiuti più grandi come elettrodomestici e cassette di plastica.

Fondamentale è stato il contributo dell’associazione AIB di Torre Pellice, che ha messo a disposizione un mezzo e volontari per il trasporto dei rifiuti all’eco-isola.

Il Comune di Torre Pellice ha inoltre sostenuto l’iniziativa.

“Puliamo il Mondo” non è solo un’azione di pulizia, ma un gesto concreto di cura del territorio.

Un’esperienza dal forte valore educativo, che stimola nei partecipanti la consapevolezza che ciascuno può e deve fare la propria parte. I cittadini, adottando stili di vita sostenibili, praticando una raccolta differenziata di qualità, favorendo il riuso e acquistando in modo responsabile; le amministrazioni comunali, investendo in servizi di gestione virtuosi e chiedendo ai gestori locali di migliorare le performance della raccolta differenziata, ancora lontane dagli obiettivi auspicati.