“PedaliAmo per Gaza”: da Torre Pellice a Udine in bicicletta per la Palestina
È partito mercoledì 8 ottobre da Torre Pellice “PedaliAmo per Gaza”, un viaggio a tappe in bicicletta con arrivo previsto per martedì a Udine, città in cui si svolgerà la partita di calcio di qualificazione ai mondiali tra Italia e Israele, in occasione della quale è prevista una grande manifestazione di protesta.
Il cicloviaggio è stato organizzato dall’associazione CIP – Cinema Inclusione Partecipazione, che a fianco alle attività culturali legate al cinema porta avanti da tempo progetti solidali in diverse aree del mondo.
L’obiettivo degli organizzatori è esprimere solidarietà al popolo palestinese e urlare l’orrore di fronte al genocidio messo in atto dal governo di Israele che, in barba al diritto internazionale, calpesta i diritti umani e si dimostra privo di ogni sentimento di umanità.
Il gruppo, composto da una trentina di ciclisti in partenza da Torre Pellice, si è via via rimpolpato lungo il tragitto.
Nella carovana sono presenti membri dell’associazione CIP ma anche esponenti delle istituzioni locali e della società civile.
Anche la Chiesa Valdese di Torre Pellice sostiene l’iniziativa, assieme a diversi altri enti ed associazioni, ed era presente alla partenza con rappresentanti e ciclisti che
hanno seguito la carovana per una parte del percorso.
La carovana ha goduto inoltre del supporto delle chiese valdesi e metodiste presenti nelle città attraversate.
“PedaliAmo per Gaza” si propone come un gesto di solidarietà e sensibilizzazione, in un percorso che sottolinea l’importanza dello sport anche come impegno civile.
a.
cevuto e per la formazione effettuata alle persone che sono ora abilitate a utilizzare l’apparecchiatura.


In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, le chiese valdesi del 1° circuito si sono riunite per affermare con forza il valore dell’inclusione e della dignità di ogni persona.
anche oggi ci separano gli uni dagli altri. Abbiamo ascoltato di un Dio che si ostina a spingerci all’incontro, e abbiamo ricevuto l’invito a non considerarci sempre come portatori della verità da trasmettere agli altri, ma come discepoli e discepole che possono, nell’incontro, essere convertiti, cambiare, scoprire qualcosa di nuovo sulla volontà di Dio.
