Festa delle Scuole Domenicali del I Distretto – Dio, sorgente di acqua viva

L’11 maggio, circa 115 bambini e bambine si sono ritrovati ad Agape per la consueta festa delle Scuole Domenicali del I Distretto.

Ad accompagnarli, con gioia, entusiasmo e spirito di servizio, tanti monitori e monitrici, diacone e pastori e naturalmente numerose famiglie.

Il tema di quest’anno, “Dio, sorgente di acqua viva”, ha guidato l’intera giornata che è trascorsa all’insegna dell’allegria, della creatività e della musica grazie a sette laboratori curati dalle varie Scuole Domenicali.

Tessere l’acqua – In questo laboratorio curato dalle monitrici di Torre Pellice, i bambini e le bambine hanno creato dei piccoli pezzi d’arte (e di mare) dalle mille sfumature e texture grazie a piccoli telai.

Il ruscello della fede – Come per magia, qui i piccoli e le piccole partecipanti hanno visto sbocciare come ninfee in uno stagno i loro fiori di carta colorati.

 Ovunque arriverà il torrente tutto vivrà – Un laboratorio dinamico e materico, che ha guidato i bambini e le bambine alla scoperta del ciclo dell’acqua… dalla pioggia fino al mare, scoprendo come ovunque ci sia acqua c’è vita.

La Bibbia in acquerelli – Ogni gruppo, dopo aver ascoltato un Salmo con l’acqua come elemento protagonista, l’ha trasformato da testo in immagine con grandi pitture ad acquerelli.

Acqua viva – Non poteva mancare il laboratorio musicale, durante il quale i monitori e le monitrici musicisti/e hanno insegnato i canti (sempre a tema acqua) per il culto del pomeriggio.

Suoni dell’acqua – Che suono fa l’acqua quando piove, quando scorre come un fiume, quando si infrange sugli scogli? È stato bello scoprirlo tutte e tutti insieme in una delle casette di Agape.

Disegnare la musica – Si può disegnare la musica? Ebbene sì, durante un ascolto attento e rilassante, i bambini e le bambini hanno danno libero sfogo alla loro creatività trasformando i suoni in immagini, forme e colori.

La giornata, come d’abitudine, si è conclusa con il culto. Nel salone di Agape, le diacone Karola e Nataly ci hanno aiutati a riflettere su quanto Dio sia fondamentale per la nostra vita.

È proprio Lui la sorgente d’acqua viva. “Chi ha sete venga, prenda in dono dell’acqua di vita” – Apocalisse 22, 17

Anche quest’anno è stata una vera festa stare insieme, grandi e piccoli, per giocare, pregare, cantare e divertirsi nel nome di Dio, nostro Signore.

E allora… arrivederci al prossimo anno!

Estrazione a premi domenica di Pentecoste

La società di cucito organizza una piccola sottoscrizione a premi in occasione del pranzo di Pentecoste, domenica 8 giugno.
Tre premi super belli e utili…
– una coperta patchwork singola fatta completamente a mano
– Un cesto colmo di cibarie
– Una pentola di ghisa smaltata

I biglietti saranno in vendita all’uscita del culto e durante il pranzo.

Il ricavato verrà utilizzato per coprire parte delle spese per la sostituzione della porta che da sul giardino dal refettorio.

Flip&Friends. Il (buon) gusto della solidarietà – Edizione 2025

Non più quattro, ma addirittura cinque chef d’eccezione (Walter Eynard, Andrea Benazzo, Marco Lussiana, Adriano Mesa, Luciano Regaldo) – che mettono gratuitamente a disposizione il loro tempo, il loro talento e la loro passione. Aggiungi un gruppo affiatato di volontari e volontarie di ogni età, e una generosa rete di produttori e commercianti della valle, che donano gratuitamente tutti gli ingredienti e i prodotti locali. Mescola il tutto con cuore, dedizione, creatività e amore per il proprio territorio. Ecco la ricetta per la solidarietà, prodotto d’eccellenza della nostra valle.
E pronto da impiattare con “Flip&Friends. Il (buon) gusto della solidarietà”, una cena che non si paga, ma che viene offerta in segno di gratitudine a chi sceglierà di sostenere con una donazione minima di 80 euro un progetto concreto di aiuto alle famiglie più fragili della nostra valle, attraverso i progetti della Chiesa valdese di Torre Pellice.
La novità di quest’anno? Una cornice speciale per un’occasione unica: saremo ospiti della Locanda dell’Antica Lucerna a Luserna San Giovanni (via Generale A. Diaz 54), luogo rinomato per la qualità della sua cucina e per la sua atmosfera accogliente. Un incontro dove la solidarietà si fa gusto, incontro, bellezza.
La scommessa di Walter Eynard e dei suoi amici è che sappiamo essere, al di là delle età, delle appartenenze sociali, religiose, culturali, una comunità attenta ai bisogni del territorio e alle vecchie e nuove situazioni di difficoltà. E che sa rispondere con creatività e con generosità.
L’appuntamento dunque è per mercoledì 21 maggio, alle ore 20.

È possibile sostenere il progetto tramite bonifico o direttamente la sera stessa. La prenotazione è indispensabile (entro il 17 maggio), e va fatta attraverso i seguenti canali:
✔️ al link http://tiny.cc/flipandfriends
✔️ tramite il QR code disponibile sulla locandina
✔️ ai numeri 339 5642501 o 335 7114992 (chiamata o WhatsApp)

Seguiteci anche su Facebook alla pagina Flip & Friends: un “mi piace” e una condivisione possono fare molto!
Ma soprattutto: prenotate, partecipate e gustate con noi il sapore vero della solidarietà!

 

Come contribuire
Bonifico sul C/C Unicredit intestato a:
Concistoro Valdese di Torre Pellice
Causale: Flip and Friends 2025
IBAN: IT46 W020 0831 0700 0000 1335 311

 

Il team dei pacchi alimentari

Ogni ultimo mercoledì del mese un gruppo di volontari (di quelli sempre disponibili, di buon umore anche quando si lavora sodo) si ritrova in Casa Unionista per preparare (la mattina) e consegnare (nel pomeriggio) oltre 100 pacchi alimentari per famiglie bisognose di Torre Pellice e dintorni.

C’è da farsi i muscoli, quando si scaricano scatoloni di pasta, latte, ecc dal furgone del Banco Alimentare, ma c’è anche il tempo per fare due chiacchiere mentre si riempiono le scatole, c’è il sentirsi utili, c’è il momento della pausa con un buon caffè e un biscottino… Tutti i contributi (tempo, forza fisica, generi alimentari non deperibili, o “vile denaro”) sono benvenuti!

Il Signore che ha rotto le pietre dei sepolcri

Matteo 27,57-60
Fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. 58 Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse dato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito, 60 e lo depose nella propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia. Poi, dopo aver rotolato una grande pietra contro l’apertura del sepolcro, se ne andò.

Signore, aiutaci a non chiuderci dentro il buio della tua tomba.
Rotola la pietra da davanti alle nostre tombe:
le tombe del buio e della menzogna,
le tombe del silenzio e della rassegnazione
le tombe dove ci arrendiamo al presente
le tombe che ci separano dalla luce e dalla speranza.

 

E che il Signore risorto che ha rotto le pietre dei sepolcri, che ha vinto la morte, che ha incontrato le donne in cammino, sia con voi nel vostro andare.
Siate testimoni di questa speranza, fuori, nel mondo, dove il Signore vi attende.

Weekend Catecumens ad Agape 29-30 marzo 2025

Il 29-30 marzo 2025 si è tenuto il consueto Weekend Catecumens ad Agape, che ogni anno raccoglie giovani catecumeni e catecumene, dal primo al quarto anno, provenienti dal territorio del Primo Distretto e da Torino.

Quest’anno la partecipazione è stata altissima: un bel gruppo di 121 ragazzi e ragazze, di cui 15 provenienti dalla chiesa di Torre Pellice, si è radunato in quel di Prali.

Accompagnati da una staff di 15 persone, i e le giovani hanno attraversato il tema dello storytelling: narrazione, identità ed il binomio finzione/realtá nelle parabole, così come ai giorni nostri; mentre l’ultimo anno di catechismo si è interrogato su quali siano stati finora gli step più importanti del proprio percorso di fede ed i momenti di incontro con Dio.

Questa iniziativa, che raccoglie tanto entusiasmo e partecipazione, rappresenta un tappa integrante del percorso di catechismo, dando l’opportunità ai e alle giovani di esprimere la voglia di incontrarsi e la gioia di stare insieme.

Incontro comunitario agli Appiotti

Mercoledì 9 aprile Villa Elisa ha ospitato l’incontro dei quartieri Appiotti. Karola ci ha guidati nel racconto biblico della Pasqua, animando l’attività con modellini degli elementi più significativi della narrazione. Un approccio inconsueto ma efficace, che rimarrà impresso nelle menti di chi ha partecipato

Ci si siede sempre in cerchio, mescolandosi con gli ospiti della casa e questa volta Karola Stobäus, estraendo piccoli oggetti dalle sue borse, poco per volta ha ricreato ai nostri piedi il mondo della Settimana Santa. È comparsa una palma, un tavolo, brocca catino e asciugamano, delle case, un monte, un boschetto, una grotta in pietra, delle monete, dei personaggi e perfino un galletto. “Non adoriamo oggetti, ma ci ricordano gli avvenimenti” ci dice e così abbiamo ripercorso la vita di Gesù e dei suoi discepoli dall’entrata in Gerusalemme a cavallo di un asino. L’entrata festosa ma semplice, l’unzione con profumo di nardo da parte di una donna, il patto di Giuda col Sinedrio per tradire Gesù per 30 denari, Gesù che lava i piedi dei discepoli, la cena della Pasqua ebraica che ricorda l’esodo dall’Egitto (con i cibi tipici: l’agnello, il pane non lievitato, la cicoria amara, l’acqua salata per ricordare il sudore e le lacrime, le uova, la salsa marrone come i mattoni fabbricati dagli schiavi), il pane e il vino che ricordano il nuovo patto tra Dio e l’umanità, la preghiera nel Getsemani (frantoio) cioé in un uliveto, la cattura e l’abbandono da parte dei discepoli, perfino da parte di Pietro così sicuro di sé. Rimangono solo delle donne a seguire Gesù. Un piccolocatino ci ricorda che Pilato si è lavato le mani quando la folla sceglie di liberare Barabba e di condannare Gesù. Sul Golgota ci sono le tre croci e ai piedi ci sono la corona di spine, la canna, la lancia, la veste rossa, la spugna, l’iscrizione. Poi la tomba con la pietra che può rotolare. Effettivamente gli oggetti toccati e spostati durante il racconto lo hanno reso più concreto e più vivo: era più facile immedesimarsi nella situazione di quei giorni lontani!
Poi chiacchiere intorno a un carrello con tisane, succhi di frutta, salatini e crostata: ottimi!

Da Pomaretto il “Coretto” in concerto!

Serata di musica ed emozioni nella cornice del tempio di Pomaretto, dove, sabato 15 marzo, il Coretto ha proposto lo spettacolo “Maestrine. Un viaggio dalle Valli Valdesi a Riesi” a un pubblico numeroso e partecipe.

 

 

“Apericulto” occasione per incontrarsi e socializzare

Il neologismo “apericena”, impostosi alle nostre orecchie nello scorso decennio, ha suscitato e ancora provoca in molti un senso di irritazione.

Non più un aperitivo che prelude alla cena vera e propria, ma un modo per contrarre in una sgradevole crasi, bevande, meglio se un prosecchino, finger food e chiacchiere superficiali.

Come dire che, nelle nostre giornate compresse, non c’è più spazio per allestire piatti che richiedono un’adeguata preparazione, così come non c’è più tempo per discorsi approfonditi, per uno confronto costruttivo di opinioni diverse.

Probabilmente, anche l’introduzione dell’ “apericulto” avrà suscitato perplessità e qualche alzata di sopracciglio.

Consumare insieme i pasti nelle nostre comunità ha solide e antiche radici: le “àgapi” comunitarie, il porta e condividi in occasioni di studi biblici o incontri di formazione, ma questi includono sempre, oltre al cibo preparato con cura, un tema da dibattere e approfondire.

La buona notizia, in questo caso, è che nulla di tutto ciò è stato abolito; i pranzi comunitari continuano ad essere organizzati e molto frequentati.

L’apericulto è dunque un’occasione in più che ci è data, non per togliere, anzi, per dilatare il tempo del culto così importante per noi, per commentare il sermone, per parlare finalmente a qualcuno che vediamo spesso ma non sappiamo chi sia, per organizzare qualche dettaglio delle attività della settimana a venire.

L’altro aspetto positivo di questi incontri è che vengono organizzati a turno dai vari gruppi, a rotazione e non sempre dalle solite sorelle a cui è stato affibbiato il ruolo dell’affaccendata Marta.

L’apericulto di inizio marzo è stato allestito insieme dalla logistica e commissione stabili.

Tutti uomini, tranne una. Ci hanno deliziato con una notevole varietà di cibi preparati con originalità e gusto e offerto bevande meno scontate, come il succo di mela artigianale e lo storico vermuth.

Chi ha osservato i nostri fratelli, mescere e offrire leccornie, ha così potuto dare un volto a chi dedica davvero molto del suo tempo ad occuparsi di una miriade di piccole cose che troppo spesso passano inosservate perché si dà per scontato che tutto funzioni, così come a confrontarsi per ottimizzare i consumi energetici o a rendere più funzionali ed accoglienti i nostri luoghi di incontro.

L’apericulto è dunque anche questo: mettersi al servizio degli altri e riconoscere, reciprocamente, i molteplici doni che ci sono stati elargiti.